Incidenti da cellulare, scatta il ritiro della patente per i trasgressori
Giulio Orzieri 31 maggio 2017

Incidenti da cellulare, giro di vite del Governo per arginare il fenomeno.

Gli smartphone sono diventati parte integrante delle nostre vite. In un recente film italiano, grande successo dello scorso anno ai botteghini, una delle protagoniste li definiva le “scatole nere delle nostre vite”.

In effetti, proprio come una scatola nera, nei nostri cellulari vengono registrate tutte le nostre azioni: chi chiamiamo, chi o cosa fotografiamo, cosa cerchiamo su internet, ecc.

L’uso improprio dei telefonini, può però essere la causa di gravissimi problemi specie se li si usa quando non si dovrebbe, ad esempio mentre si è alla guida dell’automobile o addirittura dello scooter.

Gli incidenti da cellulare, causati da distrazioni dovute all’utilizzo degli smartphone mentre si guida, sono aumentati in maniera esponenziale negli ultimi anni, tanto da spingere il Governo Italiano a pensare ad una modifica del Codice della Strada, per adattarlo alle nuove abitudini degli automobilisti.

L’iter di modifica è molto lungo e il Governo deve aver pensato che occorresse intervenire con maggiore tempestività per arginare il fenomeno degli incidenti da cellulare, ragion per cui il Viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini ha annunciato un provvedimento, in discussione in questi giorni in Parlamento, per disciplinare l’utilizzo degli smartphone mentre si è alla guida e porre un freno al fenomeno degli incidenti da cellulare.

Incidenti da cellulare: cosa prevede la nuova normativa

La nuova normativa introdurrebbe la sospensione della patente da 1 a 3 mesi già in caso di prima violazione. Una novità rispetto alla normativa attuale che prevede sanzioni solo in caso di reiterazione del reato.

Oltre alla sospensione della patente, il decreto prevede anche il decurtamento di 5 punti dalla patente e una multa che va dai 160 ai 646 euro.

Il decreto è giudicato di vitale importanza da parte del governo vista l’escalation i incidenti e di morti dovute all’uso imprudente del cellulare mentre si è al volante. Nel mirino comportamenti potenzialmente pericolosi come parlare al cellulare senza auricolare, chattare su WhatsApp, controllare i social o addirittura farsi i selfie mentre si è alla guida.

Stima incidenti e possibili soluzioni per evitare gli incidenti da cellulare

La mancanza di attenzione e la perdita di concentrazione causano ogni anno centinaia di incidenti da cellulare con esiti purtroppo spesso drammatici.

Secondo le ultime stime, sono quasi 3500 le persone morte a causa di incidenti stradali in Italia lo scorso anno, mentre ben 246 mila sono rimaste ferite nell’ambito di 170mila incidenti.

Una strage silenziosa che ha due responsabili principali: l’eccesso di velocità e la disattenzione dovuta all’utilizzo di smartphone al volante.

Secondo l’Istat, rispetto agli anni precedenti si è registrato un aumento del 20% delle sanzioni elevate dalle forze dell’ordine ad automobilisti colpevoli di uso improprio del cellulare a bordo della loro auto.

Ma il pugno duro non è l’unica arma per sconfiggere questa cattiva e pericolosissima abitudine, poiché proprio la tecnologia potrebbe fornire un valido aiuto in questa battaglia di sicurezza e civiltà.

Sono diverse, infatti, le aziende a lavoro per la realizzazioni dei particolari dispositivi capaci di inibire la ricezione e l’invio di messaggi e notifiche sul cellulare quando si è alla guida dell’auto.

In questo modo il guidatore non sarebbe distratto dal cellulare e soprattutto non sarebbe tentato dal leggere il messaggio o la notifica appena arrivata.

Gli incidenti da cellulare sono diventati una vera e propria emergenza tale da spingere la politica e l’industria dell’hi-tech a correre ai ripari. Uno spreco di risorse che potrebbe essere evitato con un po’ di buon senso e di rispetto delle regole che già ci sono.

Basterebbe che tutti noi, mettendoci al volante ci chiedessimo: vale davvero la pena di rischiare la vita (nostra e degli altri) per un messaggio che possiamo leggere tranquillamente più tardi?

Giulio Orzieri

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